Dopo un lungo periodo di pausa forzata rimetto gli sci. La forma fisica scarseggia, ma la montagna chiama. Il libro Scialpinismo nelle Orobie Valtellinesi è pieno di bellissimi itinerari, dai più noti a quelli meno conosciuti. Scelgo il Pizzo della Cassera per la Val Vedrano.

Partenza da Laveggiolo

Pizzo della Cassera, partenza da Laveggiolo
Poca neve alla partenza

Riesco ad arrivare con la macchina fino a Laveggiolo. Veniamo da un inverno desolante, con alternanza di alta pressione e vento da nord. La neve scarseggia, devo spallare gli sci praticamente fino al ponte di legno. La prima parte del percorso è comune a quello per il Mellasc.

Il pendio ripido all’ombra mi costringe a mettere i rampanti. Salgo troppo alto sulla sinistra perdendo la deviazione sulla destra del sentiero estivo. Devo poi perdere quota per tornare verso la Val Vedrano. Tutti vanno al Mellasc, rimango da solo in un ambiente molto bello e selvaggio. Pausa barretta all’Alpe Vedrano e riprendo a salire.

Il canalino finale

La vetta si raggiunge grazie ad un caratteristico canale che scende da un intaglio roccioso. Salgo con gli sci fin dove la neve lo consente, proseguo poi a piedi per facili roccette fino alla vetta.

Il canale del Pizzo della Cassera
Il canale finale dalla vetta

Bel panorama, con un’insolita prospettiva del Mellasc. Rimetto gli sci poco sotto la vetta. Se ci fosse abbastanza neve il canale sarebbe tutto sciabile, ma oggi si perdono circa una ventina di metri. Belle curve su pendenze sostenute e discreto firn. La neve rimane discreta fino alla fine ottima sul pendio finale del Mellasc.

Itinerario breve ma molto bello, vicino a casa e allo stesso tempo lontano dalla folla. Conviene avere dietro i ramponi nel caso il canale finale fosse ghiacciato.