La Val Tartano mi mancava, mio papĂ  mi propone questa bella cima e accetto subito, anche per riprendere confidenza con qualche roccetta dopo la distorsione alla caviglia. Lasciamo la macchina in localitĂ  Barbera raggiungibile con una breve sterrata da Tartano. Partiamo superando il torrente grazie ad un ponticello, ci sono addirittura le cornici per fare le foto, ne faccio a meno ma uno scatto merita. Bellissimo il primo tratto lungo una forra con cascatelle molto scenografiche.

Il sentiero diventa una sterrata fino alle baite della Casera Sona Bass per poi riprendere con segnavia GVO. Costeggiamo i pendii occidentali del Pizzo Scala e, superato il torrente guadagniamo l’Alpe Lemma. Optiamo per la traversata, salendo prima la Cima di Lemma. Il percorso per raggiungere la cresta non è obbligato, e si può attaccare a piacimento. Cima di Lemma, prima vetta di giornata; ovviamente non c’è nessuno, i nostri itinerari di solito non sono molto gettonati.

Scesi al Passo della Scala, inizia la cresta della seconda vetta di giornata. Inizio semplice fino al primo salto di roccia. Lo aggiriamo a sinistra sul versante ovest per debole traccia. Riprendiamo il filo di cresta e arriviamo al secondo salto. Anche qui ci spostiamo sull’esposto versante ovest, niente di difficile ma ci vuole un minimo d’attenzione per via dell’erba scivolosa. Eccoci all’intaglio finale. Le relazioni dicono di scendere alla cengia da destra su roccette, ma anche qui, secondo noi, è molto più semplice farlo sulla sinistra.

Dalla cengia mi sposto sul versante est alla ricerca del camino finale che tanto semplice non sembra, è anche leggermente strapiombante. Provo quindi ad aggirarlo verso ovest; anche stavolta si è rivelata la scelta migliore. Prato ripido “da comosci” ma niente di complicato per chi è abituato a questo tipo di terreno. Con la neve cambierebbe tutto ovviamente. Siamo vetta, il tempo sta cambiando, meglio tornare in fretta. Dal Passo Scala scendiamo lungo il sentiero puntando alle baite. Qui incontriamo uno stupendo esemplare di Marasso che si dimostra molto collaborativo nel farsi fotografare.

Cima elegante con bella cresta finale, a mio giudizio mai difficile da fare solo con attenzione evitando di scivolare sull’erba. Si possono evitare tutti i passi di arrampicata stando sempre sul versante ovest.