Gita organizzata all’ultimo ma ben riuscita. Siamo io e Stefano, vogliamo fare un tremila in giornata con ghiacciaio. La scelta ricade sulla Sassa d’Entova, anche perché possiamo avere il permesso per salire fino alla cava in macchina. Ci incamminiamo lungo la strada sterrata in direzione dell’ex Rifugio Scerscen, un tempo meta dello sci estivo.

Salendo ci chiediamo come fosse possibile mantenere percorribile una strada del genere in un ambiente così severo. La strada termina in corrispondenza della vecchia teleferica. Da qui in poi un sentiero abbastanza ripido conduce al rifugio.

Sul Ghiacciaio di Scerscen

Sassa d’Entova, il Ghiacciaio dello Scersen dall’ex rifugio
Vista dall’ex Rifugio Scerscen

Il Ghiacciaio di Scerscen Inferiore ha subito un forte ritiro, ed è ben sotto al rifugio. Proseguiamo quindi ancora a piedi per un bel pezzo per pietraie instabili. Imbrago, ramponi, corda e iniziamo a risalire il ghiacciaio. Avvistiamo subito un bel crepaccio nascosto dalla neve. Mai fidarsi, meglio legarsi sempre.

In vetta

Puntiamo con decisione lo sperone calcareo che scende dalla vetta. È davvero spettacolare, merita una foto. Lo aggiriamo per poi salire la rampa finale. Tutto molto semplice fino alla vetta. Panorama a dir poco grandioso in ogni direzione. La vista più bella però è quella a picco su Chiareggio, impressionante!

Sassa d’Entova, il panorama dalla vetta
Lo splendido panorama dalla Sassa d’Entova

Volevamo fare anche il Tre Mogge, ma lo Ste oggi non è in gran forma, decidiamo quindi di rientrare. A occhio dalla Sassa d’Entova va aggiunta un’ora e mezza. La discesa è rapida, faccio una deviazione al Rifugio Longoni per salutare Elia e bere una Coca Cola. Da qui in breve rientro alla macchina.

Ci concediamo la birretta di ordinanza a Lanzada. Gita consigliata, semplice e di soddisfazione. Partendo da San Giuseppe si aggiunge un’ora e mezza e diventa bella tosta fisicamente. Anche se facile, meglio legarsi.