Dopo il Legnone per il canale Ovest, il Corzene per il canale del Dito ed il Cabianca per il canale Nord, eccomi alla ricerca di un altro itinerario e di una valle ancora da scoprire. Tempo incerto, almeno in mattinata, temperatura nella media per il periodo, partenza assassina alle 4,30 da casa ed eccoci, io mio padre e Stefano, a partire per la Val di Scalve e salire il Cimone della Bagozza per il Canale Nord.

Lasciata l’auto al parcheggio in Località Fondi a quota 1250 m, percorriamo in poco più di quarantacinque minuti il tratto della strada che porta al Passo del Vivione, fino al Rifugio della Bagozza a quota 1568 m. Lasciato il rifugio alla nostra sinistra, saliamo ancora per una carrareccia fino al pianoro ove incontriamo neve continua e abbastanza dura. Con alcuni sali scendi arriviamo al laghetto, ancora parzialmente gelato, per poi attaccare il ripido conoide, ora tutto ricoperto di neve, in un maestoso anfiteatro di cime calcaree che fanno da contorno. Così ecco la Concarena, il Mengol, la Bagozza ed le creste del Vai Piani, montagne chiamate, non a caso le Piccole Dolomiti Orobiche.

Il canale di salita lo si individua facilmente a destra dello sperone Nord della via Cassin, mentre a sinistra si nota evidentissimo il canale della via normale che percorreremo in discesa. Il canale non presenta particolari difficoltà con pendenze attorno ai 40°/45° e ci permette di arrivare rilassati alla sella che si affaccia sul versante Sud a quota 2280 m circa. Qui non seguiamo l’itinerario estivo che traversa il versante SE del Cimone e che arriva in vetta lungo la cresta S, ma attacchiamo subito dopo l’uscita una largo canale che, con saltini di roccia, generalmente buona e di difficoltà contenuta II+, e scivoli di neve più ripidi con pendenza sui 50°/55°, ci conduce alla cornice della cresta S appena sotto la cima. Pochi passi eccoci in vetta al Cimone della Bagozza 2407 m.

Nebbie e foschie ci impediscono di godere del panorama, se non a tratti della parete Nord della Presolana, e di scattare delle belle foto. Pazienza, ne è valsa comunque la pena ed un altro canale l’abbiamo messo nel sacco. Rapida discesa al colle di NW con ancora i ramponi ai piedi e poi giù per la via normale estiva sfruttando ancora la neve abbastanza dura. Sosta al Rifugio della Bagozza e spuntino con piatto di formaggi misti, polenta e birra. Chiaccherata con i simpaticissima gestori ed altri alpinisti, poi a valle di rientro all’auto.

Il canale non è particolarmante difficile e noi l’abbiamo affrontato slegati indossando casco, imbrago, ramponi, doppia picca (opzionale) e corda e ferraglia nello zaino, ma si svolge in un ambiente molto bello e selvaggio. Le difficoltà si possono eventualmente incontrare nel tratto finale dopo l’uscita del canale in caso di neve ghiacciata.