Era da diverso tempo che cercavo di coinvolgere i miei soci in questa pazzia, ovvero salire Grignone e Pizzo Tre Signori nello stesso giorno. Stefano è ko, rimane Cristiano che, dopo qualche tentennamento conferma la sua presenza. Partenza a mezzanotte e mezza dalla Piazza di Pasturo, dopo un veloce caffè al bar sotto gli occhi increduli degli ultimi clienti rimasti.

Saliamo per la normale da Pasturo, questa primo pezzo non lo avevo mai fatto, dall’Alpe Cova in poi invece potrei andare ad occhi chiusi. Buio pesto, non c’è la luna nè tantomeno altri escursionisti pazzi come noi. Puntuale però arriva il micio del Pialeral a farci compagnia durante la pause thè.

Decidiamo di fare l’estiva, in breve tempo siamo al Merlini dove il vento inizia a farsi sentire. alle 4 siamo in vetta, non c’è nessuno, il Brioschi è chiuso, ci ripariamo quindi nella chiesetta dove mangiamo qualcosa. Spettacolo incredibile, la nebbia della pianura viene illuminata dal basso dalle luci delle città: purtroppo c’è troppo vento, senza treppiede non riesco a scattare una foto decente.

Scendiamo dall’invernale, breve pausa ai Comolli e poi via verso Pasturo dove arriviamo alle 6:30 circa. Ci prende la classica “botta di sonno” e, visto quello che ci aspetta, decidiamo di dormire mezzora in macchina. Scelta provvidenziale, la dormita ci ricarica e siamo pronti a ripartire, non prima però di una bella colazione al bar. A piedi ci dirigiamo verso Introbio lungo la ciclabile per attaccare la strada della Val Biandino. Abbiamo già percorso 23km, ma il bello deve ancora venire!

Le giornate sono cortissime, dobbiamo sbrigarci: aumentiamo il passo e in 1h e 40m siamo al Tavecchia. Durante la salita alla Grassi ho il primo momento di crisi, per fortuna passa in fretta. Al rifugio mangiamo un panino per riprendere le forze: la gente ci guarda con un misto di incredulità e ammirazione. L’ultima ripida rampa ci taglia le gambe, ma ormai è fatta, caminetto e poi vetta! In lontananza svetta il Grignone, da qui è proprio lontanto, noi eravamo lì stamattina!

Non c’è molto tempo per festeggiare, il tempo stringe, dobbiamo scendere. Breve sosta alla Grassi dove avvisiamo i rifugisti sul nostro percorso, e poi via verso il Passo del Toro. Scartiamo subito l’idea di scendere dalla Val Biandino (quella strada ormai è un incubo) e optiamo per il sentiero 19 che dal Buzzoni arriva direttamente al piazzale della Funivia di Barzio.

Col buio non è uno scherzo, le foglie ricoprono il sentiero e basta poco per sbagliare strada. Arrivati a Barzio prendiamo la strada che scende verso la Casa delle Guide e da qui in breve siamo di nuovo a Pasturo, completamente cotti.

Qualche numero: 56km totali per 4700m di dislivello complessivo, il tutto in 18 ore circa. Un piccolo sogno realizzato! Se volete provarci armatevi di tanta pazienza, buona preperazione fisica e un paio di ginocchia di ricambio.