Dopo il Gran Sasso è il turno della Majella, la seconda cima degli Appennini. Pernottiamo in un Bed & Breakfast a Pretoro, un bellissimo Borgo ai piedi del Passo Lanciano. La mattina seguente raggiungiamo in macchina il Rifugio Pomilio da dove ha inizio l’escursione: carichiamo gli zaini con tutto l’occorrente per passare la notte al Bivacco Pelino e ci incamminiamo lungo la strada asfaltata che termina prima della vetta del Blockhaus.

Al bivio scegliamo il percorso di sinistra, più breve ma anche più accidentato, che si regala magnifici scorci sui tanti canyon della Majella. Seguendo il filo di cresta arriviamo al fontanino della Sella Acquaviva dove facciamo scorta d’acqua. Da qui il sentiero si impenna decisamente per risalire le pendici del Monte Focalone. Inaspettatamente lungo un traverso troviamo un’altra sorgente: sarà l’ultima possibilità di rimpire le borracce, da qui in poi niente acqua!

Dopo un a breve sosta alla sella del Bivacco Fusco percorriamo la lunga cresta che conduce alla vetta del Monte Focalone (2676 metri). Qui realizziamo che la vetta non è quella che vedavamo sulla sinistra (Monte Acquaviva) ma è ancora molto lontana davanti a noi! Dalla cima il sentiero scende verso la sella per poi risalire fino alla Cima Pomilio dove veniamo accolti da un branco di camosci.

Dalla cima si scende nuovamente per poi compiere un lungo traverso costeggiando una bellissima valletta carsica che conduce alla base del Monte Amaro, un verde altipiano ricco di stelle alpine. Ci siamo, ecco la caratteristica mezza sfera rossa del Bivacco Pelino. Cena a base di pasta ai funghi Esselunga liofilizzata (una garanzia) e iniziamo i preperativi per scattare la foto alla via lattea.

Tutto si incastra alla perfezione, la via lattea si alza subito dopo il tramonto esattamente dietro il bivacco! Illuminiamo da dentro e lateralmente il bivacco per dare un tocco in più. Soddisfatti rientriamo e ci buttiamo nei sacchi a pelo. Purtroppo il bivacco è pieno di spazzatura un vero peccato. La mattina seguente ci alziamo presto per affrontare il lungo rientro prima che faccia caldo.

Escursione magnifica attraverso paesaggi lunari, molto diversi da quelli alpini. Probabilmente l’estate è il periodo peggiore per affrontarla vista la lunghezza (14km solo andata!), il caldo e l’assenza di acqua per la maggior parte del percorso.