Dopo la rinuncia in favore del San Bernardino decidiamo di provare a raggiungere Montespluga per scattare qualche foto visto il periodo eccezionalmente nevoso. Lasciamo la macchina poco prima dell’ingresso della galleria che conduce a Madesimo e iniziamo, ciaspole ai piedi, e risalire quello che si intravede della SS36, ormai sepolta dalla neve.

L’uscita della terza galleria è sbarrata da una grande valanga, che ci ricorda come la salita non sia priva di insidie. Per fortuna esiste solo un tratto esposto alle valanghe dopodiché si procede in relativa sicurezza.

Poco prima di Stuetta arriviamo ad un punto abbastanza insidioso in corrispondenza di un tornante all’uscita dell’ultima galleria. Visto che la strada è completamente sepolta bisogna affrontare un pendio che scivola verso valle di circa una trentina di metri. Non ho i ramponi, decido quindi di togliere le ciaspole e gradinare il passaggio.

Stuetta offre dei bellissimi scorci, in particolare l’onda di neve sul tetto della casa cantoniera. Dopo due tornanti raggiungiamo la diga e quindi, dopo un lungo traverso a fianco del lago, Montespluga. Il villaggio è sepolto, difficile misurare con esattezza la neve visti gli accumuli eolici distribuiti in modo disomogeneo, in alcuni punti però l’altezza arriva a quasi 5 metri. Ci fermiamo al Ristorante la Capriata per mangiare qualcosa e ci accorgiamo dopo di stare sopra la veranda!

Decidiamo di rientrare passando per l’Alpe Andossi. Purtroppo la zona è devastata dalle motoslitte che ci intossicano con i loro gas di scarico, unica nota negativa della giornata. Nel complesso è una gita abbastanza sicura ma con qualche insidia nel primo tratto. Da evitare subito dopo una nevicata per via dei ripidi pendii tra le gallerie.