Il Monte Legnone è la montagna più alta della Val Varrone e rappresenta un bel balcone su tutta la bassa Valtellina ed i monti della Valle Spluga, Val Masino e Disgrazia. L’ho salito già altre volte, ma oggi ho ben tre motivi per ripetere l’ascensione. Il primo perchè fa freddo e tenterà di nevicare, sapete tutti quanto io adori la neve, il secondo per fare un allenamento in vista della partenza per il Nepal ed il terzo per verificare se il Nevaio del Colombano è riuscito a sopravvivere all’ennesima estate calda sopra media. Quest’ultima iniziativa mi è stata richiesta dall’amico Riccardo Scotti membro del Comitato Glaciologico Lombardo ed uno degli autori del libro I Ghiacciai della Lombardia.

Dunque in auto fino a Premana, poi la provinciale per Tremenico, un serpente fra gli scoscesi versanti della Val Varone e da qui la strada stretta, ma asfaltata che porta ai 1460 m della Località Roccoli Lorla. Abbiamo dovuto seguire questo percorso perchè la SS36 è chiusa nel trattto Bellano-Colico causa crollo della volta in una galleria.

Siamo i soliti magnifici tre: io, mio padre e Cristiano. Dai Roccoli seguiamo il sentiero, ben evidente, che costeggia la cresta E del Monte Legnone fino ad arrivare al Bivacco Ca’ de Legn 2140 m., che troviamo nelle solite pietose condizioni. Qui inizia a coprirsi ed a nevischiare con qualche folata di vento. Saliamo gli ultimi pendii fino alla paretina, catene, sotto la vetta dove arriviamo avvolti da sottili e gelati ficchi di neve portati dal vento. Breve sosta in cima al Monte Legnone 2609 m e poi subito a ritroso fino alla Bocchetta del Sole 2530 m, ove prendiamo il sentiero che porta al Rifugio Scoggione e più giù a Piantedo duemiladuecento metri più in basso.

Girovagando un pò nella nebbia riusciamo a trovare il Nevaio del Colombano a quota 2355 m circa. Il nevaio è ridotto ad un fazzoletto di circa 10 metri per 5, ma è riuscito anche questa volta a sopravvivere, come anche il Nevaio della Grigna Settentrionale. Avviso Scotti, che si trova al Bivacco Corti per misurazioni alla Vedretta del Lupo, ricevendo di ritorno urla di giubilo.

Noi appassionati di neve e ghiaccio siamo un poco pazzi e fuori dal normale. Completo le misurazioni, scatto foto quale documentazione e rientriamo.