Vai al contenuto principale

Menu

Alpinismo

Pizzo Camino Canale Nord Ovest

Relazione della salita al Pizzo Camino con partenza da Schilpario per la variante del canale nord ovest

Pizzo Camino Canale Nord
Poco sotto la vetta

Questa bella cima era già nei nostri piani da diverso tempo. Partenza anticipata alle 5 da Lissone per cercare di trovare un buon rigelo. Arriviamo presto nella desolata Schilpario dove lasciamo la macchina nei pressi di un comodo parcheggio, punto di partenza della nostra salita: siamo io, mio papà e Stefano.

L’inizio non promette bene: una bella e ripida strada forestale cementata, l’ideale per i nostri scarponi rigidi. Per fortuna si alternano tratti di sterrato e in breve raggiungiamo la Malga bassa di Voia. Le tracce qui si interrompono, non è facile trovare il percorso. Dopo qualche tentativo andato a vuoto troviamo dei bolli rossi e bianchi e ripendiamo a salire con decisione.

Il sentiero rimane sulla destra orografica del torrente: seguiamo la valletta fino ad una brusca svolta verso sinistra segnalata da una grossa freccia rossa. La neve è portante, e procediamo spediti, forse oggi niente ravanata! Usciti dal bosco, per ripidi pendii guadagniamo il Passo di Cornabusa. Curioso vedere come i cartelli indicatori continuino ad indicare sempre 2h per il Pizzo Camino!

Pizzo Camino Canale Nord
Sul traverso prima del canalone

Dal passo, un lungo traverso ci porta alla base dello scivolo ovest. Neve perfetta, saliamo bene anche senza ramponi. La nostra intenzione è di percorrere il canalino NW, una variante della normale. Saliamo troppo e ci accorgiamo di essere sulla normale, quindi scendiamo di qualche metro e troviamo l’attacco. In pratica è il canale precedente a quello classico di salita, che sale parallelo a quest’ultimo. Pendenze sui 45° tranne l’ultimo tratto dove forse raggiunge i 50°(a volte scoperto), facile e divertente.

Pizzo Camino Canale Nord
Ste nel canale

Uscita su una cengia molto scenografica al cospetto di ripide pareti calcaree. Da qui proseguiamo sulla sinistra in direzione E-NE sul versante meridionale per un traverso, reso insidioso dalla roccia friabile e dalla neve ormai cotta dal sole: è forse questo il tratto più delicato della salita. Per ripidi prati misti a roccette (bolli blu) raggiungiamo mio papà in vetta, salito dalla normale.

Foto di rito e poi discesa per la normale con neve ancora dignitosa e senza grossi sfondoni. Montagna molto bella e selvaggia, con scenari orobici di prim’ordine!