Primo quattromila stagionale per una via molto bella e meno frequentata rispetto alla via normale percorsa ogni giorno da decine di alpinisti. All’arrivo a Saas Fee lasciamo la macchina al mega-parcheggio che si trova poco prima di entrare in paese. Il parcheggio è obbligatorio visto che è vietata la circolazione alle macchine.

La prima giornata consiste in un semplice trasferimento dall’arrivo della cabinovia del Felskinn (93€ andata e ritorno in due!) alla Britannia Hutte (135€ in due!). Il Rifugio è grande ed accogliente, mentre per quanto riguarda il cibo meglio stendere un velo pietoso. Il brodino serale al pomodoro è ancora fra i miei peggiori incubi. La notte passa tranquilla, anche se veniamo svegliati alle due dai gruppi diretti verso lo Stralhorn.

Ci svegliamo alle 3:45, rapida ed indigesta colazione e siamo pronti per partire. Affrontiamo il primo tratto in discesa con le frontali, superando qualche chiazza di neve residua. In breve tempo giungiamo sull’Hohlaubgletscher dove ci leghiamo e beviamo un goccio di tè caldo. Risaliamo il ghiacciaio dapprima sulla destra, poi piegando decisamente verso sinistra dove iniziano i pendii glaciali che portano sulla cresta. Da qui ci sono due possibilità: la prima è quella di risalire il pendio di sinistra (meno pendente) oppure quello di destra più ripido ma che consente di accorciare di poco la salita.

Decidiamo di affrontare il pendio di destra visto che molte cordate si sono dirette da quella parte. Le pendenze sono sostenute e qualche zig-zag è obbligatorio. Giungiamo in cresta e dopo una beve pausa iniziamo a risalirla puntando con decisione il salto roccioso che costituisce il passaggio chiave della salita. L’ultimo tratto è da fare con attenzione: una scivolata non darebbe molti margini di recupero. In breve arriviamo all’attacco dell’ultima paretina. È questo il passaggio chiave della salita.

Davanti a noi ci sono 3 cordate, dobbiamo quindi fermarci ed aspettare il nostro turno sull’insidioso scivolo nevoso che precipita per circa 600m sull’Hohlaubgletscher. Finalmente arriva il nostro turno. Vado avanti e raggiungo con un delicato traverso il primo fittone per autoassicurarmi. A questo punto faccio andare avanti mio padre che affronta la prima placca (II+, il tratto più impegnativo). Dopo la prima placca l’arrampicata diventa semplice e divertente, anche se esposta. C’è anche il tempo per scattare qualche foto ricordo. Superato il salto roccioso percorriamo il facile (ma sempre esposto) pendio nevoso che conduce ai 4027m della vetta.

È il nostro tredicesimo 4000. L’affollamento è garantito, e interrompe la magica atmosfera della cresta NE. Scendiamo lungo la via normale dove incontriamo di tutto: mamme ansimanti con bambini al seguito, gente in jeans e maglietta e guide alla loro terza salita giornaliera con tanto di numerosa cordata al seguito. In un’ora scarsa raggiungiamo il Metro Alpin che ci riporta a Saas Fee. Il giudizio sull’itinerario è ottimo: elegante e di grande soddisfazione, mai troppo difficile ma neanche banale, consigliatissimo!