Potevo lasciar passare un’estate intera senza andare sul mio amato Monte Rosa? Puntualmente, preso da una forte crisi di astinenza ritorniamo sull’amata montagna per salire 3 delle cime “facili” che ancora ci mancano: Corno Nero, Ludwigshohe e Piramide Vincent. Sabato 8 settembre imbocchiamo la stretta e interminabile valle di Alagna per raggiungere il versante sud del Rosa.

La valle è lunga e nasconde il gigante per gran parte del percorso; lo vedi apparire in tutta la sua maestosità solo dopo l’ultima galleria, poi, in maniera quasi beffarda, si nasconde nuovamente. Ad Alagna paese non lo vedi, ma senti lo stesso la sua presenza: decine di alpinisti con gli zaini carichi di ramponi e picozze sono li per ricordarti che il colosso è dietro di te. La funivia ci porta rapidamente al Passo dei Salati dove iniziamo la salita verso la Gnifetti. Il ghiacciaio di Indren non è messo poi così male per essere settembre.

Notiamo che i lavori per la costruzione della nuova funivia stanno procedendo velocemente; il nuovo arrivo è previsto appena sotto l’ultimo salto che porta al ghiacciaio del Garstelet. Poco prima del rifugio assistiamo ad un bel volo di un alpinista scivolato poco prima delle scalette. Il rifugio è esattamente come lo ricordavo: brutto. Affollato, sporco e con i gestori che ti trattano come bestie. Come se non bastasse mi prendo anche un bel mal di montagna all’ora di cena. Testimoni oculari mi segnalano che il colore del mio viso tende al verde. Torno in camera confidando nei poteri guaritivi della Coca Cola. Dormo circa due ore in tutto, ma per fortuna, al mattino sto bene e sono pronto per partire.

Arriviamo al Colle del Lys in circa due ore e mezza. Il ginocchio comincia a farmi male (i soliti vecchi problemi riaffiorano …) ma ormai non posso tornare indietro. Saliamo sulla piccola dorsale nevosa che conduce alla vetta della Ludwigshöhe. C’è chi sale dall’altra parte, affacciandosi sul baratro del versante sud. Scendiamo sulla sella che conduce al Corno Nero. ormai ho il ginocchio a pezzi ma non posso mollare a 30 metri dalla cima. Sono 30 metri a 50°, facili, ma dipende molto dalla condizioni in cui trovi il ghiacciaio. Per fortuna quest’anno l’innevamento è ottimo e la salita è ben gradinata.

La cima è spettacolare oltre che molto esposta! Sulla crestina finale non si riesce quasi a stare in piedi. Undicesimo 4000 conquistato! manca la Vincent, ci provo ma ormai faccio fatica ad appoggiare la gamba destra a terra e dobbiamo rinunciare. La discesa a valle è uno dei peggiori calvari alpinistici della mia vita. Quattro ore dalla Gnifetti ai Salati, praticamente con una gamba sola. Sul ghiacciaio di Indren abbiamo assistito ad una di quelle scene che fanno riflettere. Un masso di circa un metro sfreccia ad altissima velocità a circa 10m di distanza. Se ci fossimo attardati un po’ di più non sarei qui a raccontare questa esperienza.