Partenza da casa con calma ed arrivo in auto in Valsavaranche parcheggiando in Località Pont a 1960 m. Da qui ci si inoltra un poco nella valle verso N per poi prendere subito a sinistra e risalire il bello ma ripido sentiero che conduce al Rifugio Vittorio Emanuele II a 2732 m. Il rifugio è quella famosa costruzione a botte, molto accogliente e confortevole. Alla conferma della prenotazione il Rifugista, persona squisita e molto disponibile, ci anticipa che la via di salita al Gran Paradiso non potrà avvenire per i dossi del Ghiacciaio del Gran Paradiso fino alla Schiena d’Asino, ma dovremo allungare il percorso e compiere una diversione verso S per poi salire su morene e pietraie fino a quota 3200 m circa e qui montare sul Ghiacciaio del Laveciau.

In pratica dovremo salire ricongiungendoci all’itinerario che sale dal Rifugio Chabod. Ringraziamo per l’informazione e per la fiducia accordata nel lasciarci saldare il conto l’indomani. Forse vuole essere sicuro che ritorneremo sani e salvi? Ancora un’estate caldissima ha reso difficile e pericolosa la salita per la via più breve. La superfice del ghiacciao è di ghiaccio compatto e durissimo ed il percorso soggetto a continue scariche di sassi e pietre che si staccano dal ghiacciaio soggetto ad intensa fusione.

Solita partenza con il buio e le frontali ad illuminare il percorso. Non siamo soli ma in discreta compagnia. Alle prime luci del giorno raggiungiamo lo sperone che costeggia il Ghiacciaio del Lavaciau a quota 3200 m. Qui scendiamo per circa quaranta metri fino ad un pianerottolo dove possiamo indossare imbrago, calzare i ramponi, legarci in cordata ed iniziare la salita. Ho detto 40 metri. Lo spessore perso dal ghiacciaio nel corso degli ultimi tre anni di anticiclone africano!

Il ghiacciaio si presenta subito molto crepacciato e ci costringe a continue diversioni. La pendenza è abbastanza accentuata ma arriviamo ad esere illuminati dal sole quando raggiungiamo la Schiena d’Asino e percorriamo il traverso verso ESE fino al Colle della Becca di Mocorvé 3851 m. Diversione decisa verso N e verso la cima che vediamo vicina. Ultimo tratto su neve bella e compatta, poi traversino su roccia fino alla cima del Gran Paradiso 4061 m e la sua Madonnina.

Bella soddisfazione anche perchè solo noi abbiamo toccato la cima, mentre tutti gli altri si sono fermati poco sotto non avendo avuto il coraggio di fare il traversino molto esposto verso il Ghiacciaio della Tribolazione 600 metri sotto, ma ben proteggibile con rinvii da infilare negli spit ben ancorati. Giornata magnifica e panorama a trecentosessanta gradi attorno. Splendidi i precipizi verso i ghiacciai sottostanti.

Rientro per il percorso di salita. Temperatura alta e sicure continue prima di attraversare su ponti sottili o saltare i numerosi ed insidiosi crepacci del Laveciau. Di nuovo al rifugio Vittorio Emanuele per una breve sosta e saldare il conto, poi a precipizio giù a Pont. Poveri piedi miei!