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Le foto raccontate e gli strumenti che le fanno raccontare
See You Next Time Ecrins
La montagna si sa è fatta anche di rinunce. Domenica siamo saliti al Rifugio Des Ecrins sotto un diluvio incessante. Il giorno dopo, nonostante la bellissima giornata, abbiamo dovuto rinunciare. Rimane però indelebile nella mente la bellezza di questa montagna, una delle più belle che abbia mai visto. Sulla via del ritorno non resta che dedicarsi alle foto. L'alba ci coglie mentre stiamo scendendo lungo il Glacier Blanc. La parete dell'Ecrins si accende all'improvviso, mentre la luna è ancora bassa nel cielo. Sulla fotocamera ho ancora montato il 17-55, ma serve il tele per rendere al meglio il dettaglio della parete.
Swan Sunset
Della serie: "Sempre meglio portarsi dietro la fotocamera". Eh si, mi trovavo a Bibione per un torneo di Beach Volley; finita la giornata in spiaggia torniamo al campeggio. Guardo per un istante la laguna e vedo uno scenario che sembrava messo li apposta. Tramonto spettacolare con la luce che si riflette sull'acqua piena zeppa di cigni! Non rimane che scattare! Non avevo il cavalletto, ben sapendo che il 17-55 da non da il meglio di se a f2.8 ho chiuso fino a f4.5 scattando entro i limiti del mosso con un tempo di 1/80sec ben sapendo che a 17mm la profondità sarebbe stata garantita in ogni caso.
Pizzo La Scheggia
Una foto nata quasi per caso. Ore 13:30 in vetta al Monte Cazzola poco sopra l'Alpe Devero. Il cielo è nuvoloso, ogni tanto filtra qualche raggio di luce ma, vista l'ora, il paesaggio sembra piatto, senza profondità. Ad un certo punto le nubi cominciano a farsi sempre più minacciose verso la Val Vigezzo, addensandosi proprio dietro al Pizzo la Scheggia. Dopo pochi istanti ecco arrivare il raggio di luce che crea la fotografia. Per fortuna avevo montato il teleobiettivo: senza pensare punto e scatto riuscendo ad immortalare il bellissimo contrasto di luci e ombre.






