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Cima Piazzo e Monte Sodadura
Erano 15 anni che non tornavo più da queste parti. Ho imparato a sciare ai Piani di Artavaggio, mi ricordo la prime (numerose) cadute e rimproveri di mio papà. Ora tutto è cambiato, gli impianti di risalita sono stati del tutto smantellati, rimane solo una piccola manovia per i bambini subito dopo l'arrivo della funivia. Senza impianti Artavaggio vive una seconda giovinezza. Ora scialpinisti e ciaspolatori trovano un ottimo terreno per le proprie escursioni, senza il chiasso del turismo di massa. Ci fermiamo al Rifugio Cazzaniga per bere qualcosa. Il gestore è contento di questa svolta: ci racconta anche dell'eccezionale nevicata della settimana prima.
Una nevicata ad Aprile è normale, è eccezionale però vedere cadere 80cm in un solo evento. In effetti fuori dal rifugio il manto nevoso è compatto ed uniforme. A seconda della zona si passa da 20 a più di 100cm. Partiamo in direzione della Cima Piazzo. Montiamo subito in cresta superando un divertente cornicione e la seguiamo fino alla panoramica cima. Scendiamo lungo lo stesso itinerario ed affrontiamo la divertente cresta che porta in vetta alla Piramide del Monte Sodadura. L'ultimo tratto è affilato, sembra una Parrot in miniatura! In discesa proviamo a tagliare il pendio ma subito capiamo che non è stata una scelta azzecata, si sprofonda fino alle anche! Con un po' di fatica raggiungiamo il sentiero e ritorniamo alla funivia.










