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Alpinismo

"A 4000m metri l'aria ha un sapore particolare...ma bisogna guadagnarsela". Hai ragione Gaston, salire a certe quote è un'esperienza impagabile.

Ascensione al Bishorn, 4153m

La cima del WeisshornEd eccoci di nuovo a 4000m!. Per la precisione il mio ottavo 4000. Salita facile su pendio ripido ma poco crepacciato, complice anche la stagione estiva relativamente fresca e instabile. Partenza Sabato 1 Luglio alle 4:45 da Seregno, sconfinamento al Sempione e poi via diretti verso Zinal nel cuore del Vallese. Verso la fine del paese si svolta a sinistra per raggiungere un campeggio. Dopo pochi tornanti si lascia la macchina ed inizia il sentiero che porta alla Cabane de Tracuit (3270m). Carichiamo sulle spalle uno zaino mostruosamente pesante (come al solito in questi casi) e incominciamo la dura salita: 1600m di dislivello non sono pochi. La prima parte del sentiero è agevole e ben tracciata. Superata la prima balza, a quota 2600m ci si trova su un largo pianoro erboso da dove è possibile scorgere il rifugio. L’ultimo tratto di salita avviene su una fastidiosissima pietraia, intervallata da qualche nevaio. Dopo circa 5h arriviamo al Tracuit. Il panorama è fantastico,

Invernale al Breithorn Occidentale 4165m

Ultimi metriFinalmente un 4000 invernale, anche se facile e con l'ausilio degli impianti. partenza da cervinia con sci da discesa, scarponi da discesa, ciaspole, ramponi, picozza, bacchette telescopiche: la parte più difficile è stata salire in funivia!. Lasciamo gli sci e gli scarponi vicino al rifugio e cominciamo a risalire le piste che portano in prossimità del colle dei Breithorn a 3800m; qui infiliamo le ciaspole e attraversiamo il ghiacciaio per portarci in prossimità dell'ultima rampa. Dopo aver tolto le ciaspole e infilati i ramponi affrontiamo i primi tornanti che conducono in vetta: il panorama comincia a farsi interessante, si vede la nebbia della pianura dietro la Gobba di Rollin con il Monviso e Gran paradiso sullo sfondo. Il mancato acclimatamento rende l'ultima rampa estenuante: impossibile però tornare indietro ormai manca poco. Sbuchiamo sulla cresta finale e quindi in vetta dove, con grande sorpesa, non troviamo un filo di vento. Si sta davvero bene in cima, non sembra per niente inverno.

Foto di rito e poi giù verso il Plateau Rosà. Qualche considerazione: le condizioni erano ottime, sicuramente migliori di una qualsiasi salita estiva: crepacci coperti, clima gradevole, rischi limitati. Io credo che certe salite si faranno sempre di più in inverno che in estate; posso solo immaginare in quali condizioni si troverà quel ghiacciaio ad Agosto.

trovate tutte le foto nella Galleria immagini

Ascensione al Gran Paradiso, 4061m.

In vetta al Gran paradiso (4061m)Finalmente il mio primo 4000 fuori dal Rosa; questa montagna mi è entrata subito nel cuore, la cima sa darti delle emozioni particolari, sembra davvero di essere in Paradiso. Partenza da Pont alla volta del Rifugio Vittorio Emanuele, quindi ascensione alla vetta il giorno successivo. La via normale ci è stata sconsigliata dai gestori del rifugio per le pessime condizioni in cui versa il ghiacciaio, ci siamo quindi incamminati sulla via che sale dal ghiacciaio di Lavenciau (via normale dallo Chabot). La salita non presenta particolari difficoltà se non quelle dovute all'altitudine; attenzione però ai numerosi crepacci, alcuni ponti erano davvero sottili, se le condizioni del ghiacciaio non miglioreranno a breve, sarà difficile passare anche di qui. Tremenda, (soprattutto per i miei poveri piedi) la discesa dalla cima verso Pont: 2200m di dislivello si fanno sentire!. trovate tutte le foto nella galleria immagini.

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