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Alpinismo
"A 4000m metri l'aria ha un sapore particolare...ma bisogna guadagnarsela". Hai ragione Gaston, salire a certe quote è un'esperienza impagabile.
Dome De Neige Des Ecrins 4015m
Una promessa è una promessa: dovevo ritornare per raggiungere questa splendida cima. Rieccoci quindi a Pre de Madame Carle dove prepariamo gli zaini per la salita al Rifugio Des Ecrins. Dopo un breve tratto pianeggiante la salita inizia decisa ma regolare. Si lascia a sinistra il bivio per il Glacier Noir e si prosegue verso il Rifugio del Glacier Blanc che raggiungiamo in circa 2h. Breve sosta e si riparte verso la nostra meta su fastidiosi detriti morenici. Decidiamo quindi di salire subito sul ghiacciaio per camminare con più regolarità. La prima parte del ghiacciaio è molto crepacciata ed è quindi neccessario calzare i ramponi e legarsi. Ormai il Rifugio Des Ecrins è davanti a noi, manca soltanto una rampa di circa 100m che completa le fatiche della prima giornata. Il rifugio è stranamente poco affollato.
Pizzo Scalino 3323m
Difficile trovare due giornate consecutive di bel tempo in questa seconda metà di Agosto sempre instabile sulle regioni alpine. Un bel 3000 di grande soddisfazione da fare in giornata è il Pizzo Scalino, chiamato anche il "Cervino della Valtellina". Si parte dalla località Campo Moro in Valmalenco; all'ultimo bivio si svolta a destra seguendo le indicazioni per il Rifugio Cristina. Usciti dal bosco ci si tiene sulla destra (sempre seguendo le indicazioni per il Rifugio Cristina) lasciando sulla sinistra la strada sterrata che porta al Rifugio Ca' Runcasc. In breve tempo si raggiunge L'Alpe Prabello dove è situato il rifugio. Si prosegue lungo il sentiero fino al cartello con le indicazioni per il Pizzo Scalino. Da qui si attacca con decisione la salita che porta ai 2848m del Cornetto.
Ferrata Minonzio al Campelli
Terza volta in cima al Campelli, 10 anni dopo l'ultima salita, questa volta per la via ferrata M.Minonzio. A dire il vero l'abbiamo fatta in discesa sia per la pioggia incontrata durante la salita sia per recuperare il paraluce del 10-20 volato giù dalla cima. L'attacco non è ben segnalato. Dal Rifugio Lecco si segue la pista da sci fino al vecchio arrivo dello skilift. Si prosegue quindi lungo il sentiero costeggiando le pendici dello Zucco Barbisino fino ad arrivare all'attacco (corda fissa e cartello in plastica ormai distrutto). La ferrata non è proprio semplicissima, alcuni passaggi sono abbastanza esposti e faticosi specialmente il primo salto con la placca metallica e il tratto che conduce alla scaletta. Tra bellissimi saliscendi si raggiunge in breve la vetta della Zuccone Campelli (2160m)







