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Alpinismo

"A 4000m metri l'aria ha un sapore particolare...ma bisogna guadagnarsela". Hai ragione Gaston, salire a certe quote è un'esperienza impagabile.

Monte Disgrazia, via normale

Sulla vetta del DisgraziaLa stagione non decolla c'è poco d fare. Il caldo assassino di Luglio mi ha fatto passare la voglia di alta quota. Rimane la possibilità di fare qualche crestina. Optiamo per la normale al Disgrazia, una cima che ho sempre voluto salire. Mi prendo un Venerdì di ferie per salire la cima lontano dall'affollamento del weekend. Lasciamo la macchina alla bellissima Piana di Preda Rossa (va pagato il pedaggio all'inizio della strada). La strada è sterrata per un breve tratto a causa di una frana; siamo saliti con una Lancia Y senza problemi ma una macchina bassa avrebbe fatto fatica secondo me. In due ore seguendo un bellissimo sentiero arriviamo al Rifugio Ponti (2559m). Siamo 10 persone in tutto, la cena è ottima: ravioli in brodo e cotoletta alla milanese. Dormiamo benissimo visto che la camerata è praticamente vuota. Sveglia alle 4:15, colazione e partenza alle 4:45 verso la cima.

Monviso, via normale dalla parete sud

Sulla vetta del MonvisoUn'altra bellissima montagna che volevo salire da tempo. Vedi sempre quel triangolo all'orizzonte e cominci a sentire un'attrazione magnetica che ti costringe a salirlo per forza. Aspettiamo Settembre, il periodo migliore per affrontare questa salita. Troveremo infatti condizioni perfette, pochissima neve e neanche una nuvola. Partiamo dal Pian del Re, proprio dalla sorgente del fiume Po (parcheggio a pagamento)in direzione del rifugio Quintino Sella. Il sentiero che porta al rifugio,agevole e ben segnato, è dominato dall'aspra parete nord del Monviso. Tagliamo a mezza costa una vecchia morena che porta ad un pianoro di detriti lungo il quale si snoda l'ultimo tratto del percorso ed in circa due ore arriviamo al confortevole e panoramico Rifugio.

Lagginhorn, cresta ovest

Sulla vetta del LagginhornLa due giorni vallesana si conclude con la salita del Lagginhorn lungo la via normale, ovvero la cresta ovest. Come per la Weissmies si parte dalla Weissmieshutte, facilmente raggiungibile dalla stazione intermedia degli impianti di Hohsaas. La cena non è malvagia, le cotolette impanante hanno fatto la loro porca figura. Dopo la solita colazione sbrigativa siamo pronti a partire. Qui bisogna fare attenzione a non sbagliare strada, evitando di seguire le persone dirette al Fletschorn (lungo la morena di sinistra) ma tenendosi sulla destra. La prima parte dell'itinerario infatti risale la morena del Lagginhorngletscher che si raggiunge comodamente tenendosi sulla sinistra idrografica del torrente che scende dal ghiacciaio. In breve tempo si arriva al Lagginhorngletscher; noi ci siamo legati anche se il ghiacciaio non mostrava segni di crepacci.

Drupalcon San Francisco

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