You are hereCorno Nero (4321m) & Ludwigshohe (4341m)
Corno Nero (4321m) & Ludwigshohe (4341m)
Potevo lasciar passare un'estate intera senza andare sul mio amato Monte Rosa? Puntualmente, preso da una forte crisi di astinenza ritornaimo sull'amata montagna per salire 3 delle cime "facili" che ancora ci mancano: Corno Nero, Ludwigshohe e Piramide Vincent. Sabato 8 settembre imbocchiamo la stretta e interminabile valle di Alagna per raggiungere il versante sud del Rosa. La valle è lunga, e nasconde il gigante per gran parte del percorso; lo vedi apparire in tutta la sua maestosità solo dopo l'ultima galleria, poi, in maniera quasi beffarda, si nasconde nuovamente. Ad Alagna paese non lo vedi, ma senti lo stesso la sua presenza: decine di alpinisti con gli zaini carichi di ramponi e picozze sono li per ricordarti che il colosso è dietro di te. La funivia ci porta rapidamente al Passo dei Salati dove iniziamo la salita verso la Gnifetti. Il ghiacciaio di Indren non è messo poi così male per essere settembre.
Notiamo che i lavori per la costruzione della nuova funivia stanno procedendo velocemente; il nuovo arrivo è previsto appena sotto l'ultimo salto che porta al ghiacciaio del Garstelet. Poco prima del rifugio assistiamo ad un bel volo di un alpinista che era scivolato poco prima delle scalette. Il rifugio è esattamente come lo ricordavo: brutto. Affollato, sporco e con i gestori che ti trattano come bestie. Come se non bastasse mi prendo anche un bel mal di montagna all'ora di cena. Testimoni oculari mi segnalano che il colore del mio viso tende al verde. Torno in camera confidando nei poteri guaritivi della Coca Cola. Dormo circa due ore in tutto, ma per fortuna, al mattino sto bene e sono pronto per partire. La prima terribile rampa spezza il fiato: qualcuno torna anche indietro, altri vomitano vicino alla pista. Questo a ricordarti che la salita è facile ma l'ambiente in cui ti muovi è severo, ed è sempre pronto a respingerti. Arriviamo al Colle del Lys in circa due ore e mezza. Il ginocchio comincia a farmi male (i soliti vecchi problemi riaffiorano..) ma ormai non posso tornare indietro. Saliamo sulla piccola dorsale nevosa che conduce alla vetta della Ludwigshohe. C'è chi sale dall'altra parte, affacciandosi sul baratro del versante sud. Scendiamo sulla sella che conduce al Corno Nero. ormai ho il ginocchio a pezzi ma non posso mollare a 30 metri dalla cima. Sono 30 metri a 50°, facili, ma dipende molto dalla condizioni in cui trovi il ghiacciaio. Per fortuna quest'anno l'innevamento è ottimo e la salita è ben gradinata. La cima è spettacolare oltre che molto esposta! Sulla crestina finale non si riesce quasi a stare in piedi. Undicesimo 4000 conquistato! manca la Vincent, ci provo ma ormai faccio fatica ad appoggiare la gamba destra a terra e dobbiamo rinunciare. La discesa a valle è uno dei peggiori calvari alpinistici della mia vita. Quattro ore dalla Gnifetti ai Salati, praticamente con una gamba sola. Sul ghiacciaio di Indren abbiamo assistito ad una di quelle scene che fanno riflettere. Un masso di circa un metro sfreccia ad altissima velocità a circa 10m di distanza. SE ci fossimo attardati un po' di più non sarei qui a raccontare questa esperienza. Sono distrutto ma soddisfatto, la Vincent rimane li, ma prima o poi tornerò solo per lei.
in alternativa un bello slideshow



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Leggo il post solo ora. Perchè ho trovato il video su youtube. Bello!!!
Una curiosità .... l'avete firmato il libretto di vetta sul corno nero?
Se mi dici di no ... vorrà dire che quest'anno vedrò di spostare lo "scatolotto" da sotto la statua a sopra la statua ... si xchè nessuno lo trova :(
Io domani sono su per il sopralluogo .. e verifica ancoraggi ...
Ciao,
Fede (a.k.a. Fed7)
sono impressionata dalla bellezza delle foto...complimenti.
complimenti anche per il sito...io che in montagna ci vivo a volte perdo la consapevolezza del suo splendore. a volte ci sono talmente abituata che non mi rendo neanche conto di stare in Paradiso...
certo, le tue scalate sono ben più dei 3439 m della nostra cima più alta...!bè, guardo il tuo sito e un pò sogno anch'io. grazie...orny
"L'alpinista è un inquieto inguaribile: si continua a salire e non si raggiunge mai la meta. Forse è anche questo che affascina: si è alla ricerca di qualcosa che non si trova mai." Hermann Buhl
l'ultima frase è stupenda!
Finché ce nè si può...